Medjugorje Veggenti

Quali preghiere chiede la Madonna? di Vicka Ivankovic a Medjugorje

Vicka Ivankovic Veggente Medjugorje

Vicka Ivankovic Medjugorje

 

Tratto da un’intervista nel 2001

“Anche la Croce è gioia” 

Bastano dieci minuti per pregare?
Sì, in principio sì, purché gratuitamente offerti. Se così è, poi cresceranno piano piano secondo un’esigenza interiore.

Hai  indicazioni per cementare la famiglia?

Sì, per esempio bisogna darsi del tempo a tavola. Le famiglie devono avere dei momenti privati in cui i genitori sono per i figli e i figli per i genitori, perché si possa costruire un’atmosfera di dialogo. Quante volte invece si arriva a dare dei soldi ai figli, magari anche tanti, perché non si è capaci di dimostrare loro altrimenti il proprio affetto o perché non si sa che cosa dire loro? Ma la Madonna ha detto che l’amore non si può comprare, bisogna donarlo, e che quando tuo figlio torna a casa devi accoglierlo con gioia, farlo sentire atteso e benvenuto.

Ci sono altre intenzioni care alla Madonna?

Chiede preghiere per la Chiesa, per i sacerdoti e i consacrati. C’è mancanza di vocazioni e diverse volte ha sottolineato anche questo.

Quali preghiere chiede? Quali sono i primi passi sulla via della santità?
Tutte le preghiere fatte con il cuore sono care a Dio e alla Madonna. Lei poi raccomanda sempre il Rosario, che fra tutte è la preghiera che più le piace.
Ma il Rosario non è un po’ ripetitivo?
Molti ritengono che le preghiere come il Rosario siano ripetitive, ma non trovano ripetitive tante altre cose che in realtà lo sono, come cucinare, riempirsi la pancia, dormire… attardarsi nelle solite questioni con gli amici… È una questione di cuore. Quando ci metteremo il cuore troveremo bello il Rosario perché allora sapremo dialogare, fare festa con Maria.
Tante volte la Madonna ci ha fatto notare che, per recitare tutti i misteri, lo abbiamo fatto solo con le parole, senza qualità e profondità. Così, in alcune occasioni, ci ha chiesto di recitare una sola Ave Maria, ma con partecipazione. E si è detta più contenta per quell’unica Ave Maria in cui abbiamo prestato attenzione ai significati di ogni singola parola per la nostra vita. Da qui bisogna incominciare per poi crescere piano piano nella preghiera.
Poi la Madonna ci ha invitato a riflettere su come ci comportiamo per coltivare i fiori: se in un vaso ci ricorderemo di mettere ogni giorno anche solo due gocce d’acqua, ecco che sboccerà una bella rosa… Lo stesso vale per il nostro cuore: se ogni giorno ci mettiamo due preghiere con attenzione, esso si gonfierà e crescerà come la rosa, ma se ce ne scordiamo finirà per inaridire e, poi, non esistere più. Quante volte, quando viene il momento della preghiera, ci lasciamo vincere dalla stanchezza e rimandiamo, ma così facendo non diamo alla rosa l’acqua di cui ha bisogno. Come un fiore non può vivere senz’acqua, così noi non possiamo vivere senza la grazia di Dio; e la preghiera con il cuore non la si può imparare a tavolino, non la si può leggere, ma la si può solo vivere facendo giorno per giorno un passo in avanti.
Maria vi ha chiesto di pregare per i religiosi. Mancano le vocazioni, ma anche le chiese sono spesso vuote…
Anche i sacerdoti e i consacrati, come chiunque nella Chiesa, hanno la loro parte di responsabilità. Se le chiese sono vuote i sacerdoti devono chiedersi la ragione: «Perché i miei parrocchiani non mi ascoltano? Sto forse sbagliando? Devo cambiare la mia vita?». Non possono fare finta di niente e starsene tranquilli. Al contrario, si devono mettere davanti a Dio, in preghiera: «Padre mio, che cosa c’è che non va? Come posso da re il buon esempio?». E davanti a Dio in preghiera che si rinnova la nostra vocazione.

Abbiamo parlato di chi crede; che vuoi dire invece a coloro che ripongono fiducia solo nella ragione?
Senza Dio non si va da nessuna parte o, meglio, non si va dove dobbiamo. E, di conseguenza, senza la preghiera non si può fare niente. La preghiera va messa al primo posto, è il sale per tutto ciò che facciamo, tutto il resto viene dopo.
Se dovessi dare ragione a chi non è mai stato a Medjugorje della verità delle apparizioni, che cosa dovrei dirgli?
A uno che ti chiede di Medjugorje, mettiti con tutto il cuore a rispondere quello che tu vivi. Se vieni qui, credi; se non credi o ti tiri indietro è come se ti appigliassi a una scusa perché hai paura di cambiare la tua vita e di vivere quello che ti è chiesto. Perché qui ciascuno si rende perfettamente conto che accogliere i messaggi significa rimettersi in gioco, totalmente. Questo non lo dico io, lo ha detto la Madonna.
Ma tu, allora, dirai a chi ti chiede di non aver paura di cambiare la sua vita, perché la Madonna lo ama infinitamente e aspetta che ogni suo figlio torni a Lei, le si avvicini, per potergli dimostrare quanto gli vuole bene.
Ma gli dirai anche che spetta a lui di scegliere, perché Dio ci lascia liberi e così pure la Madonna. Dio non ti obbligherà mai dicendoti «tu ora fai questo, ora fai quello»…, «vedi sono io, adesso credi»: no, no, siamo tutti liberi e lui ci rispetta moltissimo. Vedi, noi stiamo parlando di Lui, e chi ci segue può credere o non credere; quella è la sua parte.
E la tua parte?
E quella di dire la verità. Ciò che la Madonna dice.

Vicka Ivankovic a Medjugorje

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