Lotta contro il demonio Santi

La testimonianza di 5 santi che hanno lottato contro il demonio

“Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”
(EFESINI 6,11-12)

“Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare” (1 PIETRO 5,8)

Il mondo spirituale è reale ed è in atto una battaglia

Anche se Satana e i suoi demoni si rivelano raramente alla gente comune, quando si tratta di coloro che sono forti nel Signore come i santi, i demoni a volte appaiono e sferrano attacchi aperti. Ovviamente Gesù ha già vinto Satana e tutte le forze del male di questo mondo. Anche se Satana continua a cercare anime da portare all’inferno, ogni persona che rimane in Gesù non può essere separata da Dio. Non permettere, quindi, che queste storie ti spaventino. Piuttosto, fa’ che siano un promemoria del fatto che Satana e le sue tentazioni di peccato sono reali, anche se non li vedi.

Sant’Antonio il Grande: “Il leone ruggiva, con il desiderio di attaccare”

Sant’Antonio il Grande

Sappiamo di Sant’Antonio, monaco del deserto vissuto tra il III e il IV secolo, grazie a una biografia scritta da Sant’Atanasio intitolata “Vita di Sant’Antonio”, in base alla quale quando le persone facevano visita a Sant’Antonio nella sua casa nel deserto “udivano molti rumori e molte voci e dei colpi di armi e di notte vedevano la montagna riempirsi di scintille e contemplavano Antonio che pareva lottare contro esseri visibili e pregava contro di loro”.
In un’occasione, Sant’Antonio decise di trascorrere una notte solo in una grande tomba. Un enorme gruppo di demoni scese su di lui e gli attaccò il corpo. “Il Nemico, che non sopportava la cosa, perché temeva che in breve tempo il deserto divenisse una città di asceti, una notte entrò nel sepolcro con una moltitudine di demoni e lo percosse a tal punto da lasciarlo steso a terra, incapace di parlare. Antonio, poi, assicurava che la sofferenza era talmente grande da fargli dire che le percosse inflitte da uomini non avrebbero mai potuto causare tale tormento”.

Il giorno dopo, un amico che andava a portargli del cibo lo trovò e lo portò nel villaggio più vicino. Quella notte, però, recuperò la coscienza e chiese all’amico di riportarlo alla tomba. Dopo che l’amico ce lo ebbe rinchiuso nuovamente, Sant’Antonio gridò: “Eccomi qui, sono Antonio; non fuggo ai vostri colpi. Anche se me ne darete di più, niente mi separerà dall’amore di Cristo”.

I demoni tornarono, ed è così che Sant’Atanasio descrive ciò che accadde in seguito:

“Di notte fecero un tal baccano che tutto quel luogo pareva scosso da un terremoto. I demoni, quasi squarciando le quattro pareti della casetta, parevano entrare attraverso di esse sotto forma di belve e di serpenti.

E subito il luogo si riempì di immagini di leoni, di orsi, di leopardi, di tori, di serpenti, di vipere, di scorpioni e di lupi. E ciascuno si comportava secondo la forma che aveva preso: il leone ruggiva con l’intenzione di assalirlo, il toro pareva prenderlo a cornate, il serpente strisciava ma senza raggiungerlo, il lupo si lanciava su di lui ma veniva trattenuto. Insomma, terribile era il furore di tutte quelle apparizioni unito al frastuono delle loro grida.

Antonio, frustato e ferito, provava sofferenze fisiche ancor più atroci, ma restava a giacere senza paura, con animo vigilante. Gemeva per le sofferenze fisiche, ma nella mente restava vigile e, come deridendoli, diceva: « Se aveste qualche potere, sarebbe stato sufficiente che ne venisse uno solo. Ma il Signore vi ha reso impotenti, per questo cercate di spaventarmi venendo in tanti. È segno della vostra debolezza il fatto che imitiate le forme di bestie prive di ragione ».

Con grande coraggio diceva ancora: « Se avete forza, se avete qualche potere su di me, non esitate, assalitemi! Ma se non potete, perché agitarvi inutilmente? La fede nel nostro Signore è per noi sigillo e muro di difesa ». Dopo molti tentativi, digrignavano i denti contro di lui poiché si accorgevano che stavano deridendo se stessi e non Antonio.

Ma il Signore neppure in questo momento si dimenticò della lotta di Antonio e venne in suo aiuto. Come levò lo sguardo, questi vide che il tetto era come aperto e che un raggio di luce scendeva fino a lui. I demoni erano scomparsi all’improvviso, subito cessò il dolore del corpo e la casa era di nuovo intatta.

Antonio sentì che il Signore lo aiutava e trasse un sospiro di sollievo; liberato dai dolori, domandava alla visione che gli era apparsa: «Dov’eri? Perché non sei apparso fin dall’inizio per porre fine alle mie sofferenze? ». E gli giunse una voce: « Antonio, ero là! Ma aspettavo per vederti combattere; poiché hai resistito e non ti sei lasciato vincere, sarò sempre il tuo aiuto e farò sì che il tuo nome venga ricordato ovunque ». All’udire queste parole si alzò e si mise a pregare e fu così confortato che sentiva nel suo corpo molta più forza di prima. A quel tempo aveva circa trentacinque anni”.

San Padre Pio: “Questi demoni non smettono di colpirmi”

San Pio

San Padre Pio nacque alla fine del XIX secolo, e quando morì, nel 1968, era già noto e venerato in tutto il mondo. Sacerdote santo, autore di miracoli e stigmatizzato, anche San Padre Pio è stato attaccato regolarmente dai demoni.

Secondo padre Gabriele Amorth, esorcista di spicco del Vaticano, i veri nemici di Padre Pio erano i demoni che lo assediavano.

La grande e costante lotta di Padre Pio durante la sua vita è stata contro questi nemici di Dio e delle anime umane, i demoni che cercavano di catturare la sua anima. Fin dalla giovinezza, San Padre Pio aveva incredibili visioni celesti, ma soffriva anche di attacchi demoniaci.

Spiega padre Amorth che il diavolo gli appariva come un gatto nero e brutto, o sotto forma di un animale davvero ripugnante, con l’ovvia intenzione di terrorizzarlo. Altre volte i demoni apparivano come giovani donne, nude e provocanti, che realizzavano balli osceni, per mettere alla prova la castità del giovane sacerdote. Padre Pio, però, sentì il pericolo più grande quando il diavolo tentò di ingannarlo assumendo le sembianze di uno dei suoi superiori (il suo superiore provinciale o il suo direttore spirituale) o di una forma sacra (il Signore, la Madonna o San Francesco).

Quest’ultima tattica del diavolo, nella quale appare come qualcuno di buono e santo, era un problema particolare. Come faceva Padre Pio per discernere una visione?

In primo luogo si rendeva conto di una certa timidezza quando la Madonna o il Signore gli apparivano, seguita da una sensazione di pace quando la visione terminava. Dall’altro lato, quando si trattava di un demonio che assumeva una forma sacra provocava in lui un’immediata sensazione di allegria e attrazione, sostituita poi dal rimorso e dalla tristezza.

A volte Satana attaccava San Padre Pio anche fisicamente. Egli stesso lo descrive in una lettera che scrisse al suo confessore, dicendo che i demoni non si fermavano, lo colpivano e lo facevano cadere dal letto, strappandogli anche la camicia, ma ora non lo spaventavano più, perché sapeva che Gesù lo amava e spesso lo rialzava e lo rimetteva a letto.

Se siamo vicino al Signore, non dobbiamo avere alcuna paura dei demoni.

Santa Gemma Galgani: “Le sue grinfie brutali”

Santa Gemma Galgani

Santa Gemma Galgani è stata una mistica italiana del XIX secolo che aveva incredibili esperienze spirituali. In una lettera a un sacerdote scrisse: “Negli ultimi due giorni, Gesù mi ha detto dopo la Santa Comunione: ‘Figlia mia, molto presto il diavolo scatenerà una guerra contro di te’. Queste parole si sentono continuamente nel mio cuore. Per favore, preghi per me”.

Si rese conto rapidamente che la preghiera era la miglior difesa. In risposta, Satana le diede violenti mal di testa per ostacolarne il sonno. La fatica le rese più difficile pregare, ma lei perseverò.

“Quanti sforzi non fa quel birbone per rendermi impossibile la preghiera! Ieri sera voleva uccidermi, e l’avrebbe fatto, se non accorreva presto Gesù.
Ero sgomentata; mi trovavo con l’immagine di Gesù nella mente ma non potevo proferire il nome con la bocca”.

A volte, mentre stava scrivendo una lettera, il diavolo le strappava di mano la penna, le lacerava il foglio e la tirava fuori dallo scrittoio afferrandola per i capelli con tanta forza che qualche ciocca gliene restava qualche volta nelle mani brutali.

In uno dei suoi scritti descrive un altro attacco:

“Il demonio mi venne davanti come un uomo grosso e lungo lungo, e mi picchiò tutta la notte e mi diceva: Per te non ci è più speranza che tu ti possa salvare: sei nelle mani mie. Risposi io che Dio è misericordioso, e perciò non temevo nulla. Allora lui arrabbiato disse, dandomi un colpo forte sul capo: Maledetta te! e disparve.

Andai in camera per riposare un poco, e ce lo trova e mi cominciò di nuovo a picchiare con una fune tutta nodi: mi picchiava perché voleva dessi (sic) retta a lui, che mi insegnava a far il male. Io dicevo di no e lui bussava più forte, e mi faceva battere la testa tanto forte per terra. Ad un certo punto è venuto in mente di invocare il Santo Papà di Gesù (così questa cara bambina soleva chiamare l’eterno Divin Padre); ho gridato: Eterno Padre, per il sangue preziosissimo di Gesù, liberatemi.

Non so quello che è accaduto; quel cosaccio di diavolo mi diè una spinta si forte, mi tirò giù dal letto, mi fece battere il capo con tanto impeto in terra, che ho sentito gran dolore, ho perduti i sensi e sono rimasta per terra, fin ché non mi sono riavuta: il che avvenne dopo assai tempo. Sia ringraziato Gesù!”

Gemma mantenne la sua fede in Gesù, e utilizzava anche l’umorismo contro il diavolo. Scrisse a un sacerdote:

“Se lo avesse visto, quando è fuggito facendo delle facce brutte, si sarebbe messo a ridere, è così brutto! Ma Gesù mi ha detto di non aver paura di lui”.

San Giovanni Maria Vianney: “È perché posso convertire anime al buon Dio”

San Giovanni Maria Vianney

San Giovanni Maria Vianney visse in Francia nel XIX secolo. È rispettato per la sua santa opera come sacerdote, ed è il santo patrono dei sacerdoti. In varie occasioni ha combattuto contro il maligno.

Una volta sua sorella trascorse la notte nella sua casa annessa alla chiesa parrocchiale. La donna si svegliò perché sentiva dei suoni strani, come piccoli colpi alla parete e sul tavolo, e andò dal santo, che stava ascoltando le confessioni fino a notte fonda e che le spiegò:

“Oh, figlia mia, non avresti dovuto aver paura. È il ‘Gancio’ (il suo soprannome per Satana). Non ti può fare del male. Quanto a me, mi tormenta in vari modi. A volte mi afferra per i piedi e mi trascina per la stanza. È perché posso convertire anime al buon Dio.

In un’altra occasione, il santo stava ascoltando le confessioni nella chiesa parrocchiale quando qualcuno lo informò del fatto che la sua camera da letto era in fiamme. La sua risposta?

“Il ‘Gancio’ è molto infastidito. Non ha potuto intrappolare l’uccello, per cui ha dato fuoco alla gabbia, è un buon segno. Avremo molti peccatori in questo giorno”.

Santa Teresa d’Avila: “Le sue corna erano intorno al collo del sacerdote mentre celebrava la Messa”

Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa d’Avila è stata una mistica spagnola del XVI secolo ed è oggi onorata come Dottore della Chiesa per la sua incredibile visione della vita spirituale. Nelle sue preghiere e meditazioni, ha avuto regolarmente contatti con il diavolo.

Descriveva: “Ha una forma abominevole, la sua bocca era orribile. Il suo corpo sembrava provenire da una grande fiamma”. In un’occasione vide “con gli occhi dell’anima due demoni dall’aspetto orribile che sembravano avere le corna intorno al collo di un sacerdote mentre celebrava la Messa”.

Anche per lei, ad ogni modo, queste manifestazioni visive erano rare. Scrisse: “Io non l’ho visto quasi mai in forma corporea. Spesso l’ho visto senza alcuna forma, come nel tipo di visione che ho descritto, in cui non si osserva la forma, ma so che è lì”.

Le sue armi contro queste forze del male? La preghiera, l’umiltà e curiosamente l’acqua benedetta, che lei riteneva per esperienza un’arma particolarmente efficace.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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