Medjugorje Veggenti

La storia di Medjugorje raccontata dalla veggente Marija

Marija Pavlovic Veggente Medjugorje

Intervista alla veggente Marija Pavlovic:
                    La  storia di Medjugorje

 “Verso le quattro del pomeriggio del 24 giugno 1981 due ragazze amiche, Ivanka e Mirjana, erano andate sul Podbrdo ai piedi del monte Crnica una località che sta qui sopra le nostre case, a pascolare le pecore.
lmprovvisamente videro dei lampi. Guardarono il cielo ma, era limpido. Neppure l’ombra di una nube. Dopo qualche attimo ancora dei lampi fortissimi. Alzarono di nuovo lo sguardo verso il cielo. “Guarda Mirjana c’e la Madonna”. disse Ivanka indicando con la mano la montagna. “Quale Madonna?!”. replicò Mirjana ridendo. Guardò anche lei nella direzione indicata da Ivanka e nel cielo, vide una misteriosa immagine che emanava una luce accecante. Le due ragazze rimasero un attimo attonite e poi scapparono di corsa spaventate. «Arrivarono trafelate qui, nella nostra contrada. Incontrarono altri ragazzi e ragazze, loro amici, e raccontarono quello che avevano visto. Gli amici le presero in giro. ma poi vollero tornare con loro sulla collina per controllare se la misteriosa immagine fosse ancora là. Arrivarono sul Podbrdo e la Madonna era là. Un’immagine bellissima, che irradiava una luce intensa. La videro tutti. Restarono fermi per qualche secondo e poi di nuovo via di corsa, giù per la collina, scappando impauriti. Io, quel pomeriggio, ero andata a festeggiare l’onomastico di un mio amico, in un paese vicino. Quando, la sera, tornai a casa trovai una grande confusione. Tutti parlavano di quello che i ragazzi e le ragazze avevano raccontato.
Molti non credevano, ridevano sulla vicenda, ma qualcuno si domandava perché mai quei ragazzi e quelle ragazze avrebbero dovuto inventarsi una cosa del genere. Nel gruppo di coloro che avevano visto la Madonna c’era anche mia sorella, Milka, che aveva allora tredici anni. Una ragazza che non sapeva dire le bugie. Perciò il suo racconto mi impressionò molto. Nella mia mente si affacciavano mille domande. Mi chiedevo perché la Madonna fosse apparsa proprio a quei ragazzi. Qui, nel nostro paese, la gente è sempre stata cattolica. Anche quando il comunismo osteggiava la religione. Noi ragazzi andavamo a Messa, come ci avevano insegnato i nostri genitori, ma nessuno di noi era così buono ed esemplare da meritare di vedere la Madonna.
Quella sera, quando andai a dormire, ero molto agitata. Continuavo a pensare a mia sorella e non riuscivo a prendere sonno.
Il giorno dopo tutto il paese parlava della vicenda. Molti si recarono suI Podbrdo a controllare se c’erano tracce di quanto era accaduto. Nel pomeriggio, all’ora precisa in cui il giorno prima avevano avuto l’apparizione, Ivanka e Mirjana sentirono un fortissimo desiderio di tornare suI Podbrdo. Non potevano resistere a quel richiamo. Si consultarono e decisero di andare. Avvertirono i loro familiari e andarono a chiamare gli altri ragazzi e le ragazze che avevano assistito all’apparizione. Vennero qui, a casa mia, a cercare mia sorella Milka, ma lei era andata a lavorare con i miei genitori nei campi. “Vieni tu”, mi dissero e io accettai. Non pensavo certo di poter vedere la Madonna. Andavo per curiosità. Con noi vennero diversi parenti e curiosi. Arrivati nella zona dove il giorno prima si era verificata l’apparizione, ci fermammo a guardare il cielo. Improvvisamente tutti vedemmo dei fortissimi lampi. Anche gli adulti li videro. Ivanka e Mirjana dissero:” ..Ecco, anche ieri é cominciato così”. Poi, come per incanto, sulla cima della collina apparve una nube bianca e dentro la nube una immagine bellissima, piena di luce. La vedevo benissimo anch’io. Era molto lontana da noi, forse un chilometro e anche più, ma avevo l’impressione che quella persona mi fosse vicina. La vedevo come se guardassi con un binocolo. Rapita dalla bellezza di quell’immagine, caddi in ginocchio insieme alle altre ragazze e ai ragazzi che vedevano quello che vedevo io. La Madonna ci fece un gesto con la mano come per invitarci a raggiungerla. Ma nessuno di noi si mosse. Avevamo paura. Ci consultammo e decidemmo di non andare. La Madonna attese un poco e poi ripeté il gesto d’invito. Allora ci alzammo e cominciammo a camminare verso la cima della collina.

Il luogo è tutto sassi, cespugli intricati e rovi, non esistevano sentieri. Camminare era un’impresa. Noi eravamo scalzi.
Eppure, rapiti dalla visione, correvamo senza sentire i sassi aguzzi o le spine.Dietro di noi c’erano i nostri parenti e i curiosi. Alcuni uomini ci hanno poi raccontato che loro, adulti, molto più robusti di noi e con le scarpe ai piedi, non riuscivano a tenerci dietro.

Arrivati sulla collina, ci avvicinammo titubanti alla immagine che stava sempre là, ferma, bellissima e ci sorrideva invitante. Quando fummo a pochi passi ci inginocchiammo. “Sia lodato Gesù Cristo” – disse con voce soavissima la Madonna. Restammo lì, fermi, timidi.
Io ero molto emozionata, sudavo, avevo le gambe che mi tremavano e forse anche piangevo. La Madonna ci raccomandò di pregare e poi si accomiatò dicendo: “Arrivederci, angeli miei, andate nella pace di Dio”, e scomparve.Tra tutte le persone presenti suI Podbrdo quel giorno, solo in sei vedemmo la Madonna: Ivanka, Mjrjana, Ivan, Jakov, Vicka e io. Da allora noi sei abbiamo continuato a vederla tutti i giorni. Mia sorella, che quel giorno non ha potuto andare all’appuntamento, non ha più avuto la fortuna di vedere la Vergine.
“Quanti anni avevi tu allora”? – domandai. “Sedici”, rispose Marija. E aggiunse: “Ivanka ne aveva quindici, Vicka diciassette, Mirjana sedici, Ivan anche lui sedici e Jakov dieci”. “Come avete fatto a capire che quell’immagine misteriosa era proprio la Madonna”? ; “Lo abbiamo intuito dentro di noi. Subito, appena la vidi, io ero certa che era la Madonna. Non mi sono mai posta il problema che si trattasse di qualche altra persona. I nostri familiari invece dissero che poteva essere il diavolo. Ci raccontarono di aver letto nelle biografie dei santi, che spesso il diavolo era apparso prendendo le sembianze di una donna bellissima. Suggestionata da questi racconti, alla terza apparizione, Vicka portò dell’acqua santa e, secondo quanto le aveva insegnato la sua nonna, quando la Madonna apparve cominciò ad aspergerla con l’acqua benedetta dicendo: “Se sei la Madonna rimani con noi, se non lo sei vattene”.
La Madonna guardava e sorrideva. Ivanka chiese alla Madonna notizie di sua madre che era morta da due mesi. La Madonna rispose: “Sta bene, e con me” Poi Ivanka chiese ancora: “Ma tu chi sei?” E la Madonna disse: “Io sono la Beata Vergine Maria”. Mi feci coraggio e a mia volta chiesi: “Verrai ancora”?”. Lei annuì con il capo e poi scomparve.”Com’era vestita in quelle prime apparizioni”?. “La Madonna è sempre apparsa vestita allo stesso modo. Indossa un lungo abito grigio, con un velo bianco. SuI capo ha una corona di stelle. Ha l’aspetto di una donna giovane, con le guance rosa, gli occhi azzurri e i capelli neri. I piedi non si vedono perché sono dentro la nube su cui poggia. In certe occasioni particolari, quando ricorre qualche sua festa, appare tutta vestita d’oro”. “Che tipo di voce ha la Madonna?” ;”Armoniosa, bella, sembra una musica e ascoltandola ti senti felice”. “Quando la Vergine appare, hai l’impressione che sia una persona viva, oppure qualcosa di evanescente, fatto soltanto di luce?”. “Ho sempre la certezza che sia una persona viva, concreta, come uno di noi. In certe occasioni l’ho anche toccata. Ho palpato il suo vestito ed ho sentito che è veramente di tessuto, anche se l’impressione al tatto è diversa da quella che si prova toccando le nostre stoffe. Inoltre, qualche volta lei ci ha dato la mano per salutarci e io ho sentito che la sua mano è vera, come la mano di un’amica. A Natale viene sempre a trovarci tenendo in braccio un bambino bellissimo. E’ Gesù appena nato e anche quel bambino appare ai nostri occhi un essere vivo e concreto” .”Cosa provi quando vedi la Madonna?. “Una gioia immensa. Mi sento pervasa, in tutto il mio essere, da una beatitudine che non si può descrivere. E’ una sensazione così forte che per tutto il giorno vivo nell’attesa che arrivi il momento di incontrarla”. “Quanto tempo dura un’apparizione?”; “Mezz’ora, venti minuti, a volte solo qualche minuto,
ma per me quel tempo è lunghissimo come l’eternità e insieme brevissimo”.
“Mi hai detto che hai visto la Madonna tutti i giorni dal 1981: hai fatto l’abitudine a questi incontri?”.
“No, non è possibile fare l’abitudine a queste cose. Ogni giorno è come se fosse la prima volta. 0ltre a vedere la Madonna io e gli altri veggenti sentiamo la sua presenza, il suo amore, la sua protezione, le sue preoccupazioni. E’ un miracolo meraviglioso che si ripete ogni giorno” .”Che significa sentire le preoccupazioni della Vergine?; “Non sempre la Madonna è felice. A volte il suo viso è segnato da un’ombra di tristezza. Quando ci parla di certi argomenti, si vede che soffre. In due occasioni io l’ho vista anche piangere. «In quali occasioni”?; “Quando mi ha confidato alcuni segreti riguardo l’avvenire del mondo. Di queste cose per il momento non posso parlare». “Torniamo al giugno 1981. Hai detto che al terzo incontro c’era una gran folla: la gente ha creduto subito che sul Podbrdo appariva veramente la Madonna?”.
“Subito no. La gente veniva a vedere attratta dalla curiosità. Pochi credevano. La maggior parte delle persone ci prendeva in giro. Anche i miei genitori non credevano. Mia nonna diceva che avevo le traveggole. Fin dai primi giorni cominciarono a interessarsi della vicenda le autorità politiche. Arrivarono a Medjugorje molti poliziotti, alcuni appartenenti alla polizia segreta, vestiti in borghese, per non essere riconosciuti. Medjugorje venne quasi presa d’assedio. Le automobili venivano bloccate in periferia, ma la gente non si spaventava, proseguiva a piedi. Al termine della quarta apparizione, tutti noi veggenti fummo presi dalla polizia e portati a Citluk, la cittadina da cui Medjugorje dipende, per essere interrogati. Il capo della polizia ci sottopose a lunghi colloqui, separatamente. Poi fummo visitati da un medico, il quale ci trovò sani e normali. Tornammo a casa, ma cominciò per noi un lungo periodo di pesanti difficoltà. Le autorità civili pensavano che fossimo vittime dei frati francescani, responsabili della parrocchia di Medjugorje. Credevano che i frati avessero inventato lo stratagemma delle apparizioni per fare propaganda religiosa tra la gente, ed erano decisi a impedirlo con ogni mezzo.Nei giorni che seguirono, l’intervento della polizia fu sempre più deciso e massiccio. I poliziotti avevano l’ordine di essere inflessibili. Erano armati fino ai denti, come se dovessero combattere una guerra. Il 30 giugno, fummo di nuovo portati via dai poliziotti per essere sottoposti a visita medica. Questa volta ci portarono a Mostar, che è una grande città a trenta chilometri da Medjugorje. Fummo ricoverati nell’ospedale e visitati da un famoso psichiatra. Ma anche costui concluse le sue ricerche affermando che eravamo sani nel fisico e nella mente.
Il giorno successivo la polizia diede ordine a due donne, nostre vicine di casa, di farci fare una lunga passeggiata in macchina, in modo che non fossimo a Medjugorje all’ora abituale in cui la Madonna ci appariva. Le donne ci fecero salire su una grande macchina e cominciarono a girare per i paesi vicini senza una meta precisa. Noi eravamo molto tristi. Soffrivamo di non poter andare all’appuntamento con la Vergine. Avevamo capito che la passeggiata era soltanto una scusa. Avevamo cercato di protestare, di dire che per le 17,30 volevamo essere a casa, ma le nostre accompagnatrici non ci davano retta. Ad un certo momento sentiamo come una ispirazione di chiedere alle due donne di fermarsi perché volevamo camminare un poco. Non so per quale ragione, ci accontentarono. Uscimmo di macchina, ci accostammo al bordo della strada e ci inginocchiammo. Era l’ora precisa delle apparizioni e la Madonna venne a trovarci lì, al bordo della strada, sotto lo sguardo di quelle due donne. Non so che cosa videro e che cosa sentirono, quelle donne. Quando fu tutto finito, i loro visi erano molto turbati. “E’ vero che si verificarono subito, fin dall’inizio delle guarigioni?”.
“Due persone andarono a trovare Vicka a casa sua. Erano i genitori di un bambino, Daniel, di tre anni, che era muto e paralizzato. Piangendo, quei poveri genitori chiesero a Vicka di parlare del loro bambino alla Vergine e di chiederle la grazia della guarigione. Vicka fu colpita dal loro dolore, e, alla sera, durante l’apparizione disse alla Vergine: “Guarisci il piccolo Daniel affinché tutti credano”.
La Madonna rimase in silenzio qualche attimo e poi disse: “Pregate, fate pregare, dite che tutti credano fermamente nella guarigione di Daniel e il Signore vi ascolterà”. Finita l’apparizione, riferimmo ai genitori del bambino e a tutti i presenti le parole della Madonna. E accadde l’impossibile: il giorno dopo Daniel comincia a migliorare, a emettere qualche suono, a muovere qualche passo e tutti gridarono al miracolo. A Medjugorje arrivarono altri ammalati e ci furono altre guarigioni. Alcune clamorose. “La Polizia continuò a ostacolarvi”?. “Per diverso tempo. Voleva stroncare assolutamente quanto si andava dicendo. Verso la metà di luglio, sempre del 1981, un giornale cattolico, che si stampa a Zagabria, pubblica un lungo articolo su quello che accadeva a Medjugorje. Il giornale venne letto all’estero. La notizia delle apparizioni e delle guarigioni fu ripresa da molti altri giornali e cominciarono ad arrivare pellegrini e ammalati dall’estero. Questo fatto irritò ancor di più la polizia e le autorità comuniste slave. Esse decisero di chiudere la zona del Podbrdo a qualsiasi persona e anche noi non potemmo più recarci la per l’appuntamento con la Vergine. Eravamo preoccupati. Non sapevamo dove riunirci. Ma la Madonna non ci abbandonò. Continuò ad apparirci anche se non eravamo tutti insieme. A me apparve qui, nella mia casa. A Vicka in camera sua. A Ivan nei campi. Un giorno Vicka era andata a pregare insieme a un gruppo di amici in una zona non sorvegliata dalla polizia e la Madonna apparve la. Disse: “Qui possono toccarmi tutti”. E diverse tra le persone che erano con Vicka videro e toccarono la Madonna. Esse sono testimoni che le apparizioni non sono nostre fantasie.
Nel pomeriggio del 6 agosto tutti noi sei veggenti riuscimmo a trovarci finalmente di nuovo insieme. La Madonna ci apparve e disse: “Io sono la Regina della pace”. Fino a quel momento si era sempre presentata come la “Beata Vergine Maria”. Era la prima volta che usava quel titolo specifico e da allora lo ripeté sempre. Capimmo cosi che con quel nome la Madonna voleva caratterizzare le sue apparizioni a Medjugorje. “Mi hanno raccontato che si sono manifestati anche dei segni nel cielo”. “E’ vero. Per tutto il mese di agosto del 1981 nel cielo di Medjugorje apparvero dei segni luminosi che furono visti da molte persone. Per la festa dell’Assunta arrivarono circa ventimila pellegrini. Dalle nostre parti, nessuno aveva mai visto una folla simile.
Il 25 agosto ci fu uno spettacolare segno nel cielo. In pieno giorno, verso le dieci e mezzo del mattino, la gente cominciò a vedere, accanto alla Croce che si trova suI monte Krizevac, l’immagine della Madonna. Quel giorno io ero a casa di un’amica. Sentendo il baccano che faceva la gente per la strada, uscii insieme alle persone che erano con me. E così vidi quello che tutti stavano ammirando”. L’immagine non era come quella che appare a noi. Noi vediamo una persona concreta, reale. In quell’occasione si vedeva una figura fatta di luce bianca, che appariva e scompariva, ma era ben distinta. La videro moltissime persone. Anche la gente distante molti chilometri. I contadini, che lavoravano nei campi, si fermarono per ammirare quello strano fenomeno. E poi, improvvisamente, su tutto il cielo che sovrasta la montagna, apparve, a lettere maiuscole, color oro, la parola MIR, che in croato significa “pace”. Era una scritta gigantesca, imponente e tra la meraviglia e lo stupore di tutti, continuava a brillare per una decina di minuti.Alcuni giorni dopo ci fu un altro segno spettacolare. Verso sera, suI Podbrdo, il luogo delle prime apparizioni, dove per ordine della polizia nessuno poteva recarsi, apparve un grande fuoco. Era come se tutta la zona fosse stata incendiata. Molte persone si spaventarono. Girarono per il paese chiedendo aiuto. I poliziotti ricevettero l’ordine di andare a controllare, ma quando giunsero non c’era più il fuoco e neppure tracce del suo passaggio. Il giorno dopo la Madonna ci disse:

“Il fuoco visto dalla gente era di carattere soprannaturale. Era uno dei segni premonitori del grande segno che verrà”.
Tutte queste manifestazioni accrescevano la fede della gente, ma irritavano sempre più le autorità comuniste. Esse ritenevano che i responsabili di tutto fossero i religiosi. In particolare il parroco, padre Jozo Zovko. Ordinarono perciò una perquisizione nel convento e in parrocchia. Portarono via documenti, fotografie e arrestarono religiosi e il parroco.Dopo qualche giorno i religiosi furono rilasciati, ma padre Jozo no. Ci sentivamo responsabili delle sue sofferenze. Perciò, quando la Madonna ci appariva, continuavamo a chiederle la grazia di liberarlo. Lei ci rispondeva di stare tranquilli: Padre Jozo non ha niente da temere, tutto questo terminerà. La Madonna ci fece capire che era molto vicina al nostro parroco. Una sera eravamo tutti riuniti in canonica in attesa dell’apparizione. Arriva l’ora abituale, ma la Madonna non si fece vedere. Attendemmo per un po’ e poi, tristi e rassegnati, andammo in chiesa a pregare. Ma ecco che li arriva la Madonna. Si scusa e disse: “Ero da padre Jozo, per questo ho tardato a venire. Se in questi giorni tarderò qualche volta, non preoccupatevi, ora sapete dove mi trovo”. Ogni giorno la Madonna ci dava informazioni su padre Jozo. “Il padre sta bene e vi saluta”. Oppure: “Padre Jozo trova difficoltà in prigione ma resisterà perché sa per che cosa soffre”. Quando stava per essere celebrato il processo, Vicka implora la Madonna dicendo: “Domani paralizza qualcuno in tribunale, cosi tutti capiranno”.
La Madonna sorrise benevolmente e non rispose. La notizia della condanna di padre Jozo ce la diede la Madonna. Disse: “Il padre è stato condannato, pregate per lui”. Il tribunale ritenne padre Jozo responsabile di “attentato alla sicurezza e all’unita della patria” e lo condannò a otto anni. Venne rinchiuso nel carcere di Focia, che si trova in una cittadina sulle montagne della Basata. Un carcere molto temuto per il rigore e la severità con cui vengono trattati i reclusi: delinquenti comuni, ladri, assassini, rapinatori, spacciatori di droga.
Le condizioni di vita in quel carcere erano durissime, il vitto pessimo. Padre Jozo, gracile di salute, doveva soffrire moltissimo. La Madonna continuava a farci pregare per lui. Per fortuna, dopo diciassette mesi venne liberato, ma non poté tornare a fare il parroco a Medjugorje. Le apparizioni intanto continuavano. La polizia non riusciva a fermare il flusso dei pellegrini. Ad un certo momento qualcosa deve essere avvenuto a livello governativo.
I poliziotti cominciarono a mostrarsi tolleranti e a poco a poco lasciarono completamente libera la gente di andare e venire da Medjugorje. La vita allora cambiò anche per noi. Divenne tranquilla e regolare. Non trovammo più difficoltà per riunirci e attendere le visite della Madonna. “Quali sono le cose più importanti che la Madonna vi ha detto nel corso di questi anni?”. “I suoi messaggi, le sue raccomandazioni, i suoi suggerimenti, tutto è importante. In questi anni ci ha fatto da maestra, da madre. Ci ha aiutato a crescere. E’ dolcissima quando parla con noi. Non dà mai ordini. Esprime dei desideri lasciandoci sempre completamente liberi di eseguirli. Le cose che ci dice non sono uguali per tutti. Ma ad ognuno di noi ha affidato dei compiti particolari e con i suoi insegnamenti ci ha preparati a compierli.

Fin dall’inizio ha detto che ci avrebbe consegnato dieci ..segreti“.

Si tratta di “segreti” destinati ad essere rivelati, ma solo quando Lei lo dirà. La prima di noi a ricevere tutti i segreti è stata Mirjana. Infatti, lei ha avuto l’ultima visione il 25 dicembre 1982. A Mirjana, la Madonna ha affidato il compito di informare l’umanità quando sta per arrivare il grande segno. Si tratta di un fenomeno grandioso, che dovrebbe apparire sul Podbrdo come prova della autenticità delle apparizioni. Quel “grande segno”, visibile a tutti, arriverà per convincere il mondo a convertirsi definitivamente. Se questo non avverrà, ci sarà un castigo. Il grande segno sarà preceduto da tre ammonizioni celesti. Dieci giorni prima del loro arrivo, Mirjana informerà un sacerdote in modo che lui possa avvertire il mondo. Mirjana é una ragazza espansiva e allegra. Vedendola, qualcuno le ha detto: “I segreti che la Madonna ti ha affidato devono essere belli perché sei sempre contenta”. E lei ha risposto: “Non appena me ne ricordo, mi viene da piangere”.

A Jakov, Ivanka, Vicka e a me, la Madonna ha raccontato tutta la sua vita, come si è realmente svolta durante la sua permanenza terrena a o Nazareth. E’ una cosa meravigliosa. E anche questo racconto sarà un giorno reso pubblico. La Madonna infatti ha detto a Vicka di scrivere quanto ha raccontato. Vicka lo ha fatto, e attende che la Madonna le dica di pubblicarlo”. “I segreti che sono stati affidati a te, sono belli o brutti”?. “Belli e brutti insieme. In genere i segreti di questo tipo riguardano avvenimenti tristi. Non si tratta però di eventi ineluttabili. Sono sempre condizionati da qualcosa. La Madonna dice: “Succederà questo se…”. Il settimo dei segreti che mi era stato affidato, per esempio, è già stato superato. Riguardava avvenimenti dolorosi, ma, grazie alle preghiere e alle penitenze fatte dalla gente a Medjugorje, le cose sono cambiate. La Madonna ha sempre detto: ..Con la preghiera e con la penitenza potete ottenere tutto”. “Tu dici che la Madonna è tanto dolce, buona, premurosa. Come spieghi allora che minaccia l’umanità con castighi e catastrofi?”.

Dall’articolo : “Marija racconta” apparso nella rivista Medjugorje Torino del maggio 2001, n.99

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